Gli interni, proprio come la filosofia di design di Kristina, affondano le radici in un profondo amore per la qualità e la storia. Quando si tratta della casa di Kristina, sono state le sensazioni e lo scopo a guidare ogni scelta. I molti anni intensi trascorsi nella giostra frenetica del mondo della moda hanno creato il bisogno di un luogo in cui approdare, dove ricaricare le energie e stare con la famiglia.
”Sono state le linee pulite della casa e le sue impegnative dimensioni cubiste, insieme al rigoglioso terreno, a farci decidere. Io, che vengo da Göteborg e pensavo di volere il mare sulla soglia di casa, ho trovato davvero il mio posto nel piccolo bosco di querce che è il nostro giardino. Abbiamo preso la casa e l’abbiamo resa nostra, creando una nuova distribuzione degli spazi e nuovi flussi. Per me è molto facile visualizzare e penso soprattutto per immagini. Gli interni diventano un incrocio tra ciò che mi fa stare bene e ciò che trovo bello. Il risultato è eclettico, un mix di antico e nuovo, mobili di design e pezzi trovati per caso. Le tendenze in sé le trovo piuttosto poco interessanti, e l’ho sempre pensato, ma trovo invece interessante ciò che crea una tendenza.”
Kristina descrive la sua casa come ‘quasi tutta pareti’, una casa cubista con tantissimi angoli e livelli diversi. Le finestre sono collocate sia in alto che in basso, e perfino nel soffitto, creando così molti interessanti giochi di luce.
”Quasi non servirebbe avere opere d’arte alle pareti, perché l’architettura in sé è così interessante e la luce così espressiva. Ma poiché le pareti sono come la pelle stessa della casa, è un peccato lasciarle nude. La carta da parati Toile de Jouy ha risvegliato quella francese che si è trasferita dentro di me durante il mio periodo a Parigi. Così, quando Toile de Jouy, che per me rappresenta la cultura francese, il modo di vivere e il modo di amare, si è contrapposta al bianco e nero grafico e all’architettura moderna della nostra casa, è diventata quasi una descrizione della mia vita.”
Le pareti rivestite con Toile de Jouy nella casa di Kristina donano un’atmosfera francese in contrasto con l’architettura minimalista scandinava, un incontro che crea un insieme inconfondibile e che ricorre come un filo conduttore in tutta la casa.
”Adoro il modo in cui le querce della carta da parati richiamano le querce del nostro giardino. Ma soprattutto vedo la storia che si svolge davanti a me sulla parete. È un po’ come un film che prende vita, forse è un triangolo amoroso o forse un ménage à trois? In Francia tutti hanno un amante. Il mio primo anno a Parigi vivevo in subaffitto da una francese, e il venerdì sera non potevo stare a casa perché doveva arrivare il suo amante. Per fortuna, a Parigi mi sono comunque innamorata di un uomo svedese.”